Quando il frutto della terra proviene da un luogo “in armonia con le forze della natura
ha già in sé la potenzialità di essere “eccellente”.
Il rispetto della natura, del luogo che ci ospita e delle persone che ci vivono e lavorano.
Così nascono i nostri prodotti..

La nostra filosofia

Questo “motto” racchiude sinteticamente i principi che la famiglia Venerosi Pesciolini ha sempre seguito nell’occuparsi della Tenuta di Ghizzano e che ha tramandato di generazione in generazione sin dal 1370…Il nostro percorso verso un’agricoltura “naturale”.

In coerenza con la nostra tradizione e con la nostra storia, dal 2003 abbiamo iniziato il nostro percorso di viticoltura biologica “naturale”, cioè senza l’uso di concimi organici, senza uso di diserbanti, insetticidi e anticrittogamici.

Nutriamo il terreno con semine di sovescio e altri semi importanti per apporto di sostanze azotate (come ad esempio l’avena o la sulla). Non usando diserbi, lavoriamo il terreno sotto la fila per controllare le infestanti e ossigenare il terreno.

Dal 2006 abbiamo iniziato a praticare l’agricoltura biodinamica facendo trattamenti con 500 preparato 3 o 4 volte l’anno (in autunno e primavera) e 501 (in prefioritura e postfioritura e ogni qualvolta ci sembra importante). Con nostri collaboratori Michele Franci e il dott. Roberto Righi abbiamo frequentato dei corsi di agricoltura biodinamica, siamo entrati a far parte dell’associazione “AGRICOLTURA VIVENTE” dove, insieme ad altri agricoltori, ospitiamo almeno due volte l’anno l’agronomo francese PIERRE MASSON per sostenerci e consigliarci sulle nostre pratiche di agricoltura biodinamica.

Dall’anno 2008 siamo ufficialmente certificati BIOLOGICI in tutta l’azienda dall’ente Certificatore Suolo e Salute (non soltanto i vigneti ma anche olivete e seminativi).

Come coltiviamo la vite

Le nostre piante sono allevate per la gran parte a cordone speronato e gestite con una potatura invernale lasciando di solito 4 occhiSeminiamo interfilare circa 30 diverse varietà di semi per avere sostanza azotata e per far respirare il terreno. A primavera inoltrata cominciamo la scacchiatura e poi in estate arieggiamo la parete fogliare togliendo qualche femminella. Non cimiamo ma intrecciamo i tralci al 5° filo. Usiamo soltanto rame e zolfo a basse concentrazioniper gestire le malattie fungine e il bacillus turingensis solo quando abbiamo un attacco importante di tignoletta.
Diradiamo l’uva (vendemmia verde) soltanto quando la pianta lo richiede e cioè quando non ha un equilibrio uva/parete fogliare. A seconda delle annate e delle varietà decidiamo se e quanta uva togliere da ogni pianta. Se riteniamo che non ce ne sia bisogno, NON DIRADIAMO.

 La vendemmia

Di solito iniziamo i primissimi giorni di settembre con il merlot, poi il sangiovesecabernet sauvignon e cabernet franc e per ultimo il petit verdot. Assaggiando l’uva e con l’aiuto di analisi a campione (degli zuccheri, ph e acidità) decidiamo quando vendemmiare ciascuna varietà o parcella. Naturalmente vendemmiamo a mano in piccole cassette aerate da circa 20 chili.
Una volta che l’uva arriva in cantina, la trasferiamo sul tavolo di scelta per supervisionare la sua sanità e integrità e soltanto dopo una attenta cernita viene riversata nella diraspatrice e da lì, senza passare dalla pompa, finisce in piccoli carrelli di acciaio da 2 quintali dove viene “pressata” con i piedi. Sia per la fermentazione alcolica che malo lattica non usiamo lieviti selezionati.
Effettuiamo il travaso del mosto nei tini senza uso di pompe. La durata della fermentazione va dai 7 ai 12 giorni a seconda della varietà e soprattutto dell’annata. Assaggiamo i mosti ogni mattina e decidiamo il da farsi. Usiamo vasche di acciaio, cemento e tini in legno da 30 hl a seconda dello stato e della varietà dell’uva (e anche della disponibilità delle vasche!!). Per la gestione del cappello facciamo soprattutto follature a mano e qualche delestage se abbiamo particolari problemi di riduzione. Cerchiamo di non fare rimontaggi (e, in caso, sempre molto brevi) per evitare il più possibile le pompe sul mosto. Abbiamo un sistema di raffreddamento delle vasche che usiamo soprattutto quando le temperature superano i 30 gradi.

Tutti i nostri vini svolgono la fermentazione malolattica e, per quelli selezionati per il Veneroso e Nambrotsi svolge in legno.
Scopri tutte le annate della vendemmia nella Tenuta di Ghizzano

 La maturazione in legno

Per la maturazione usiamo botticelle di rovere da 225 lt, 500 lt e 30 ettolitri, per un periodo che va dai 16 ai 18 mesi a seconda delle annate. Usiamo il legno soltanto come STRUMENTO per far evolvere il vino nel tempo, per farlo maturaresenza quindi voler AGGIUNGERE tannini di legnoNon vogliamo assolutamente che il legno prevalga sul frutto. Il nostro obiettivo, con il Veneroso e Nambrotè di produrre vini che abbiano longevità ma con la giusta armonia frutto/acidità legno. Per il Veneroso abbiamo scelto da qualche anno di usare le botticelle da 500 lt invece che barriques, soprattutto per il Sangiovese, e comunque poco legno nuovo (soltanto). Per il Nambrot invece abbiamo ancora bisogno di legno piccolo, anche se abbiamo ridotto al 30% l’uso del legno nuovo.